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Sanità molisana, il Consiglio regionale compatto sul POS 2026-2028

04/03/2026

Sanità molisana, il Consiglio regionale compatto sul POS 2026-2028

Campobasso – L’aula di Palazzo D’Aimmo ha dato un segnale politico netto e raro: maggioranza e opposizione hanno votato all’unanimità una mozione che interviene sul Piano Operativo Sanitario 2026-2028, chiedendo modifiche sostanziali per salvaguardare i servizi essenziali sul territorio. Il documento, illustrato in aula dalla consigliera Micaela Fanelli e sottoscritto da esponenti di tutti gli schieramenti, arriva a pochi giorni dall’adozione del Programma Operativo 2026-2028 da parte della struttura commissariale, atto necessario per sbloccare circa 90 milioni di euro destinati al ripiano del deficit sanitario regionale.

La questione, tuttavia, non si esaurisce nei conti pubblici. Il cuore del confronto riguarda l’assetto futuro della rete ospedaliera e territoriale del Molise, regione con una conformazione geografica complessa, una popolazione distribuita in piccoli centri e un indice di invecchiamento tra i più elevati del Paese.

Le criticità del Piano: emergenza-urgenza e aree interne

Nella parte motiva della mozione si richiamano alcuni passaggi del Piano che hanno acceso il dibattito politico e istituzionale. Tra questi, la prospettata cessazione, entro dicembre 2026, di uno dei laboratori di emodinamica attivi tra Isernia e Termoli, la chiusura di uno dei due punti nascita attualmente sotto soglia e il declassamento dell’ospedale di Agnone.

Si tratta di interventi che, letti in chiave meramente numerica, rispondono ai parametri fissati dai decreti ministeriali 70 e 77, ma che sul territorio rischiano di tradursi in un arretramento dell’offerta sanitaria, soprattutto nelle aree interne e montane. In una regione dove i tempi di percorrenza possono superare abbondantemente l’ora, la rimodulazione della rete dell’emergenza-urgenza non è un dettaglio organizzativo: incide direttamente sulla possibilità di ricevere cure tempestive in caso di infarto, ictus o complicanze ostetriche.

Particolarmente delicata è anche la riorganizzazione della continuità assistenziale, con l’ipotesi di concentrare le ex Guardie Mediche all’interno delle Case di Comunità. Una scelta che, se non calibrata sulle distanze e sulla reale accessibilità dei presìdi, rischia di lasciare scoperte fasce di popolazione già segnate dallo spopolamento e dalla carenza di servizi.

Un mandato politico forte alla Giunta regionale

Con la mozione approvata, il Consiglio regionale affida al Presidente della Giunta un mandato preciso: attivarsi con determinazione presso la struttura commissariale e i Ministeri della Salute e dell’Economia per evitare i tagli prospettati e ottenere eventuali deroghe fondate sulla specificità territoriale del Molise.

Il documento chiede inoltre che ogni interlocuzione con i tavoli romani venga condivisa con l’intera assise, in un’ottica di trasparenza e coinvolgimento istituzionale. Il valore politico del voto unanime risiede proprio in questo: presentarsi al confronto con il Governo nazionale come comunità compatta, superando le divisioni di parte quando in gioco c’è l’accesso ai Livelli Essenziali di Assistenza.

La partita che si apre ora è complessa. Da un lato vi è l’esigenza di garantire l’equilibrio finanziario e rispettare gli standard nazionali; dall’altro, la tutela effettiva del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione, che non può essere ridotto a un esercizio di mera compatibilità contabile. Il Molise chiede che i parametri tengano conto dell’orografia, della dispersione abitativa e delle fragilità demografiche. Il confronto con Roma dirà se questa richiesta troverà ascolto.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.